ARISTOTELE
Aristotele non era un filosofo "astratto". Nato in una famiglia con una lunga tradizione medica (suo padre Nicomaco era medico alla corte macedone), ereditò una profonda passione per le scienze naturali e la biologia
Aristotele fondò ad Atene la sua scuola: il Liceo.
• Il Peripato: Gli allievi erano chiamati "peripatetici" perché discutevano
passeggiando nei giardini della scuola (perípatos significa appunto passeggiata).
• Ricerca sistematica: A differenza dell'Accademia platonica, il Liceo non aveva
fini religiosi o politici. Era un vero centro di ricerca con una biblioteca immensa, una
raccolta di carte geografiche e un museo di storia naturale.
• Le lezioni: Al mattino Aristotele teneva seminari per pochi allievi esperti (opere
esoteriche), mentre al pomeriggio si dedicava a un pubblico più vasto con temi di etica e retorica (opere essoteriche).
Aristotele vede la filosofia come un'organizzazione sistematica di tutte le conoscenze dell'epoca. A differenza di Platone, che gerarchizzava il sapere in una "piramide" con la dialettica in cima, Aristotele propone un'organizzazione
lineare e orizzontale:
• Ogni scienza è autonoma, con un proprio oggetto, metodo e fini specifici.
• Esiste un parallelismo tra conoscenza ed essere: la struttura della scienza
riflette rigorosamente la struttura della realtà.
METAFISICA
A differenza delle scienze particolari (che studiano solo un aspetto della realtà, come la matematica o la fisica), la metafisica studia l'essere in quanto tale e le sue caratteristiche universali. Aristotele la definisce "filosofia prima".
• Realismo Aristotelico: Aristotele ribalta Platone. Non crede che il "vero essere"
sia in un mondo separato (le Idee), ma sostiene che l'essenza delle cose
sia immanente, cioè dentro le cose stesse che percepiamo con i sensi.
L'essere "si può dire in molti modi", ma il suo significato principale è la sostanza.
• Le Categorie: Sono i dieci modi in cui l'essere si presenta (qualità, quantità,
relazione, agire, subire, etc.). La sostanza è la categoria più importante perché è
l'unica che può esistere autonomamente; tutte le altre (gli accidenti) esistono solo
in relazione a una sostanza.
• Sostanze prime e seconde:
• Sostanze prime: L'individuo concreto (es. "questo uomo", Socrate).
• Sostanze seconde: Le specie e i generi (es. "uomo", "animale") che definiscono
la sostanza prima ma non esistono senza di essa.
1. Ogni sostanza individuale è un sinolo, un'unione indissolubile di due elementi:
Forma: È la natura intima della cosa, la sua struttura essenziale (ciò che fa sì che un uomo sia un uomo). È l'elemento attivo.
Materia: È il materiale di cui è fatta una cosa, è l'elemento passivo.
Per spiegare il cambiamento (il divenire) senza cadere nell'errore di chi pensava che le cose passassero dal "nulla" all'essere, Aristotele introduce due concetti:
• Potenza (dynamis): La possibilità della materia di assumere una forma (es. l'uovo
è un pulcino in potenza).
• Atto (entelechia): La realizzazione di quella capacità, la forma compiuta (es. il
pulcino è l'atto dell'uovo).
La priorità dell'atto: L'atto viene sempre prima della potenza, sia logicamente che
cronologicamente (per fare un bambino in potenza, serve un uomo in atto).
LA FISICA
Aristotele definisce la fisica come la teoria del movimento. Per spiegare il divenire (il passaggio dalla potenza all'atto), egli introduce la dottrina delle quattro cause:
• Causa materiale: la materia di cui è fatta una cosa (es. il legno per una sedia).
• Causa formale: l'essenza o il progetto (es. l'idea della sedia).
• Causa efficiente: la forza che genera il mutamento (es. il falegname).
• Causa finale: lo scopo per cui una cosa esiste (es. sedersi).
L'universo di Aristotele è teleologico, ovvero tutto avviene in vista di un fine.
• I Luoghi Naturali: Ogni elemento (terra, acqua, aria, fuoco) tende a tornare al suo
"luogo naturale" se rimosso.
• Struttura del Cosmo: L'universo è sferico, finito e diviso in due parti:
1. Mondo sublunare: soggetto al mutamento, alla nascita e alla
morte, composto dai quattro elementi.
2. Mondo celeste: composto di etere, incorruttibile, con
movimenti circolari perfetti ed eterni.
Aristotele distingue due aspetti della mente umana:
• Intelletto Passivo: è come una "tavoletta di cera" su cui non c'è scritto nulla,
potenzialmente capace di apprendere tutto.
• Intelletto Attivo: è la facoltà che "illumina" le immagini sensibili per trasformarle
in concetti. Aristotele lo definisce separato, eterno e immortale, a differenza
dell'anima individuale che perisce con il corpo